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Agritecture & Culture


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Località: Rione di Danisinni di Palermo
Anno: 2008
Tipologia: Riqualificazione urbana e sociale di aree centrali degradate
Progettisti: Gianluigi Pirrera, Giuseppe Scalora
Collaboratori: Volontari e operatori sociali locali


Una delle prime sperimentazione del Social Green Planning (Pirrera G., Scalora G, 2015) ha riguardato Danisinni, un rione di Palermo a pochi passi dalla sede del Governo Regionale. Abbiamo cercato la RI.nascita del rione a partire dallo scavo di un biostagno evocativo dell’antico fiume Papireto in cui crescevano rare piante di papiro. Ma come attivare concretamente la partecipazione degli abitanti del rione? Solo utilmente, ma divertendosi, giocando. E così, tutto questo è diventato un’applicazione, per certi versi irridente, della Teoria dei Giochi. Per evitare possibili inutilità il gioco deve ricercare quell’”equilibrio di Nash” che si raggiunge quando un certo numero, finito o infinito, di giocatori interagiscono tra loro cercando ciascuno di massimizzare il proprio utile. L’attività del gioco per dare i suoi frutti necessità infatti di una forte cooperazione e il formarsi di coalizioni tra singoli giocatori, “perché nessuno può migliorare deviando unilateralmente” (Von Neumann). L’obiettivo finale è quello di ottenere delle “costellazioni indicatrici di direzioni e polarità” (Scalora G., 2013). Per svolgere il gioco sono stati coinvolti esperti di settore e la popolazione del quartiere, mentre per l’analisi ambientale si è utilizzato una check list e delle matrici, istituendo un rapporto diretto tra cinque specifiche funzionalità di sostenibilità (distinte in: Tecnica, Naturalistica, Estetico-Paesaggistica, Socio-Economica e Storico-Culturale) e tre ambiti operativi di intervento (corrispondenti a: pianificazione paesaggistica, progettazione urbanistica e restauro urbano). “L’equilibrio di Danisinni” sarà raggiunto se la matrice degli esperti raccoglierà le parole suggerite dalla comunità sociale integrandole; in altri termini, quando tutti gli esperti (“tecnici”), i cittadini e gli stakeholder, in numero finito o (potenzialmente) infinito, si impegneranno volontariamente a interagire fra loro, ciascuno cercando di massimizzare il proprio utile inteso in termini di miglioramento della vivibilità del quartiere. Solo così la costellazione sarà pienamente rappresentativa dell’intero processo partecipato. Il senso ultimo di questo lavoro è dunque quello di costruire un metodo operativo per la definizione di un progetto condiviso, dove sostenibilità economica, sociale e ambientale costituiscano gli elementi fondamentali di una nuova forma d’interazione tra l’uomo e il territorio che lo ospita.

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https://www.openstudiosiracusa.com/agritecture_culture-p23192

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