S&F OPEN STUDIO

Velatura apollinea e vortici dionisiaci

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Località: Siracusa
Anno: 2018
Tipologia: Sopraelevazione di edifici storici
Progettisti: Giorgio Lasagna, Giuseppe Scalora
Collaboratori: Carla Ferrara, Giovanni Messina, Ornella Gerratana, Valentina Russo


L’intervento previsto riguarda la sopraelevazione di un edificio storico del quartiere umbertino di Ortigia. Per dispiegare la specifica temporalità dell'opera, il vuoto derivato dal mancato completamento architettonico della fabbrica è stato interpretato come un luogo di tensioni dinamiche in costante movimento. Due le direzioni progettuali privilegiate: la prima orizzontale, legata al linguaggio architettonico storico del quartiere, rivolta ai temi estetici già presenti e consolidati nel luogo; la seconda verticale, incentrata invece sul desiderio di novità, ispirata da una volontà di ribellarsi “all’identico” e quindi a un’idea di mimesis come replica dell’esistente. Esplorando le due dimensioni il pensiero s’inclina, si curva, ruota, si torce quasi fino a toccare le linee di frontiera ed adiacenza dello spazio topologico ove si disporrà la materia. Ne deriva un intreccio, una combinazione di “forze” che percorrono il campo spaziale sviluppando una trama di piegature nelle quali si gioca una profonda dualità, quella tra un’etica della continuità e un’etica della differenza.

Tre le mosse del progetto, da intendersi alla stregua di tre passaggi compositivi disposti secondo una successione spaziale e temporale in continua tensione dialogica:

- Avvolgimento dello spazio, da immaginare come un rivestimento che costeggia e borda il vuoto per circoscriverlo e organizzarlo secondo rapporti geometrici e topologici: una velatura apollinea che esercita un’azione di presentificazione-assentificazione dell’opera;
- Torsione del rivestimento, da pensare come una (zona d’angolo di) concentrazioni di tensioni pulsatili che spingono sulla superficie fino a strapparla e generare dei vortici: il punctum dionisiaco dell’opera che rende possibile il suo incontro;
- Apertura dell’opera verso il soggetto osservatore che ne sperimenta la sua dimensione singolare, il suo tratto irriducibile ad una semplice mimesi dell’esistente: un'estetica della singolarità che modifica la dimensione percettiva della fruizione ordinaria.

All’interno dell’abitazione una parete composta da sottili lamelle di legno si dispiega sinuosamente tra gli angoli retti delle stanze. Durante il giorno le lamelle, sottili, lievemente distanziate tra loro, creano riflessi cromatici scintillanti intervallati da zone d’ombra; di notte, invece, l’illuminazione artificiale ne accentua il carattere materico, tridimensionale. La parete è metafora del percorso della pulsione. Qui, però, non si tratta di evidenziarne il suo impulso cieco alla ripetizione, il suo destino di morte, il fatto che essa godrebbe della sua stessa attività, e quindi della rotazione costante attorno all’oggetto (nel nostro caso la stanza a cielo aperto). In verità la pulsione può acquisire una forma nuova convertendosi nell’ordine del desiderio.

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https://www.openstudiosiracusa.com/velatura_apollinea_e_vortici_dionisiaci-p23167

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